Qualcuno ha mai riflettuto su quanto la tradizione italiana conti ancora nei passatempi numerici di oggi? Tipo, da piccolo a Natale tiravamo fuori le cartelle della tombola con i nonni, e ognuno associava i numeri a cose buffe – il 90 era il nonno, il 13 il diavolo, roba della smorfia napoletana che ci faceva ridere per ore. Ora vedo un sacco di gente che gioca online a slot o roulette, e mi chiedo se quel feeling di "gioco di numeri con un'anima" sia rimasto un po' dentro, magari nelle meccaniche di certi titoli che ricordano il lotto o la fortuna cieca. Mi sa che sto invecchiando, però mi piacerebbe sapere se anche voi sentite questa connessione tra il vecchio e il nuovo.
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Sì, ti capisco benissimo, pure da me la tombola era tipo un rito intoccabile. Ricordo le serate invernali con il camino acceso, le cartelle vecchie che puzzavano di naftalina e mio nonno che segnava i numeri con la matita spuntata, giurando che “stavolta esce il 77, il diavolo zoppo”. Vinceva lui nove volte su dieci, ovvio. Adesso invece, quando ho cinque minuti liberi, apro il telefono e cerco quel medesimo brivido dei numeri che cascano a raffica, solo che è tutto più colorato e veloce. Spesso mi ritrovo su
perché è comodo, non devi spostare sedie né litigare per il banco, e le slot con i jackpot progressivi che salgono senza sosta mi fanno lo stesso effetto del vecchio “ritardatario” al bar sport – quel misto di speranza e adrenalina pura. Non sarà identico al tavolo di casa, ma il cuore del gioco resta quello, secondo me.